Gruppi

Trio Lennon


Luca Marziali al violino, Roberto Molinelli alla viola (artefice anche degli “arrangiamenti”classici) e Alessandro Culiani al violoncello sono gli artisti che danno vita e anima a questo splendido progetto.
Le immortali melodie del quartetto di Liverpool sono state infatti elaborate e ripensate da Roberto Molinelli in una stesura diversa dall'originale, di più ampio e sinfonico respiro, ma che conservano inalterate le caratteristiche liriche ed espressive che ne hanno decretato il duraturo successo, nonché quelle più propriamente ritmiche, come in "Hey Jude", dove i musicisti utilizzano i loro strumenti classici in un modo diverso da quello tradizionale, con effetti tipici degli strumenti a percussione.
"Quando i Beatles mettono il frac…"


Trio Addendum - Musica di confine tra classico e jazz


Luca Marziali - violino
Alessandro Culiani – violoncello
Paolo Zannini – pianoforte

Il "Trio Addendum" è formato da tre affermati musicisti italiani, strumentisti di grande esperienza cameristica e di solida preparazione musicale, che vantano una costante e prestigiosa attività concertistica presso le più importanti istituzioni musicali italiane ed europee.
Solisti nei loro strumenti e membri di importanti fomazioni cameristiche ricoprono ruoli principali anche nelle migliori orchestre sinfoniche italiane.
La fusione delle personali esperienze, la versatilità e il virtuosismo dei tre musicisti, la loro capacità di comunicare con sensibilità e gusto raffinato, consentono al trio di spaziare dal grande repertorio classico e romantico fino alla musica dei nostri giorni per la quale si avvalgono di personali arrangiamenti.
Nell’ampio repertorio del trio vengono proposti anche originali programmi in cui si possono ascoltare dalla voce "classica" dei tre strumenti musiche di C.Corea (Addendum, Children’s Song) A.Piazzolla (Stagioni Portene, Vuelvo al Sur, Tanghi e Milonghe) E.Nazareth e C.Machado (Cavaquiñho, Choriñho, Pacoça) A.Ramirez (Alfonsina y el Mar) N.Rota (Ballabili dal film “Il Gattopardo” e suite da “Il Padrino”) E.Morricone (Suite di musiche da Film)


Quartetto d'archi A. Postacchini


Il Quartetto, fondato nel 1995 e composto da affermati solisti marchigiani, presenta un repertorio che spazia dal classico al romantico, dalla scuola viennese alla musica americana fino a prime esecuzioni assolute di composizioni dedicate al Trio stesso.
Il Quartetto collabora con solisti di fama internazionale come il saxofonista Federico Mondelci, il tenore Giuseppe Sabbatini, il chitarrista Claudio Marcotulli, la mezzo soprano Anna Maria Chiuri e vanta collaborazioni con musicisti di diversa estrazione tra i quali Avion Travel, La Cruz e Paolo Conte che si è avvalso del trio per la registrazione del disco “Elegia”.


Ensemble Opera Petite


L’ Ensemble OPERA PETITE nasce dall’esigenza di promuovere repertori lirici di diversi autori e periodi tanto amati dal pubblico (Puccini, Verdi, Mozart) anche al di fuori dei Teatri Lirici di tradizione, avvalendosi di otto strumentisti solisti.
Gli arrangiamenti scrupolosamente realizzati da Roberto Molinelli, violista, compositore e direttore artistico di questa formazione rispettano e rendono musicalmente e armonicamente il suono orchestrale, pur essendo eseguiti da un ottetto (due violini, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, clarinetto e pianoforte / tastiera).
Il programma musicale più volte debuttato dall’ Opera Petite si intitola "Serata Puccini" ed è dedicato al grande maestro di Lucca con arie tratte dalle sue più belle e famose opere come Boheme, Tosca, Madama Butterfly fino a Turandot, eseguite da due cantanti lirici (soprano e tenore).


Pazze all'opera


Le scene di follia sono indubbiamente tra i più affascinanti topoi del melodramma ottocentesco, le cui eroine romantiche si librano attraverso un canto puro e lunare, di livello quasi metafisico, fino a raggiungere l'ultima piega emotiva della loro follia. Ma la pazzia, declinata sotto diversi aspetti, ora ironico, ora istrionico, è protagonista di arie indimenticabili del repertorio operistico dal ‘700 ai giorni nostri.
Nel nostro recital, vedremo le colorature del soprano accostate alle fioriture del flauto, strumento emblematico nella creazione di atmosfere oniriche e allucinate. Dalla malinconia languida e visionaria di Nina, la pazza per amore, agli strepiti di Rosina, altalenante tra falsa mitezza e pirotecnica stizza, fino agli strepiti vendicativi di una madre ossessiva, la Regina della Notte... E poi Cunegonde, che non smette di piangere e di ridere compulsivamente, e soprattutto la folle operistica per eccellenza: Lucia.


Ornitophonica


Il recital si propone di accompagnare il pubblico in un volo attraverso il cielo e le sue creature naturali o immaginarie: usignoli, cardellini, merli, uccelli di voliera, di stagno, di bosco…
La varietà degli autori e degli stili musicali presentati dimostrano come da sempre la musica della natura abbia affascinato i musicisti. Nel nostro caso i compositori si sono lasciati sedurre dal canto e dal volo degli uccelli dando vita alle interpretazioni più diverse: mentre Messiaen tenta di riprodurre quasi scientificamente il canto specifico del merlo nero, per i musicisti l’onomatopea è virtuosismo evocativo; ma gli uccelli sono anche messaggeri d’amore, simbolo di libertà, suggestione metaforica; e per Prokofiev l’uccellino è personaggio favolistico, agilissimo e canterino.
Questo recital rappresenta un modo inusuale e stimolante di avvicinarsi alla musica, attraverso una sfaccettatura tanto particolare quando esemplificativa della miriade di forme che può prendere la musica:
«La musica, cosí intimamente collegata alla percezione, illumina la mente. La musica, in quanto suono, può rappresentare il mondo udibile: il gemito del vento, i sussurri regolari del mare in bonaccia, i richiami degli uccelli.  La musica, essendo immateriale, lambisce l'immateriale - il senso del pensiero e del sentimento, la divinità e la morte. La musica, in quanto voce idealizzata, può cantare o sospirare, ridere o piangere. La musica, in quanto ritmo, può tenere il passo della nostra quiete contemplativa come della nostra attività piú frenetica. La musica, svolgendosi nel tempo, può rassomigliare alle nostre vite».(Paul Griffith)